Hospice San Pietro: Andreino era un campione. La commovente testimonianza di una mamma che ha smosso le montagne

 Andrea, pur essendo in Hospice, in una situazione irreversibile, è stato costantemente assistito, seguito, curato e amato da tutto il personale sia medico che non. Era diventato la mascotte del reparto, il paziente più piccolo, che però aveva in comune con gli altri ospiti della struttura, il destino. Unico e uguale per tutti. Eppure tutti si sono adoperati affinché il suo percorso di fine vita fosse il più dignitoso possibile.

Anche noi genitori siamo stati coccolati e supportati per quanto possibile nell’affrontare questo percorso, anzi, calvario, perché di calvario si è trattato. Mai lasciati soli, sempre disponibili a darci tutte le spiegazioni, risposte, sulla situazione estremamente fragile di Andrea. I medici lo sapevano, eppure avevano sempre una risposta buona per noi. Il Dottor Magnoni è stato fin troppo paziente con me, anche quando facevo domande dove le risposte erano scritte sul suo volto.

Il fatto poi che mi sia trovata a passare le feste di Natale in Hospice ha reso la situazione ancora più dolorosa, eppure tutti si sono adoperati per renderla il meno pesante possibile. Tutti e dico tutti veramente unici.

I giocatori del Milan scendono in campo per Andreino

Tutto è partito dalla famosa letterina che ho scritto una sera a Babbo Natale per Andrea. Già il giorno dopo si è scatenato il mondo. Sara Zambello, l’assistente sociale dell’Hospice, e Rita Liprino dell’Ufficio raccolta fondi si sono trovati dalla mattina successiva a rispondere alle innumerevoli chiamate di solidarietà per Andrea. Anche a loro vanno i miei ringraziamenti.

Tanti giocatori come Daniele Massaro, Filippo Galli con i quali siamo rimasti in contatto, sono stati di una disponibilità esagerata. Aggiungo anche il grande capitano Franco Baresi, il mitico Paolo Maldini, il primo di tutti ad arrivare da Andrea. C’è stato un tam tam inaspettato, persino Chicco Evani, venuto apposta dalla Toscana,  per salutare Andrea. C’era anche Antonelli, giovane giocatore, nonostante gli impegni con la squadra ha trovato un momento per Andrea. E ancora Angelo Carbone ed Enzo Gambaro.

Non dimentichiamo anche la visita dell’allenatore dell’Under 16 del Milan, Riccardo Monguzzi, che mi ha portato una maglia della squadra con tutte le firme dei giocatori.

E poi, una sorpresa inaspettata, grazie a Paolo Maldini, mi è arrivato un videomessaggio da parte del grande Andrji Schevchenko. Bello, emozionante, gliel’ho fatto sentire ad Andreino tantissime volte. Volevo conoscesse almeno la voce di colui che mi ha ispirato a chiamarlo così, Andrea per tutti, Andrij per me. Il mio piccolo Sheva. Gli ho voluto mettere il nome di un campione, perché Andreino era un campione e l’ha dimostrato fino all’ultimo. Un caro ringraziamento anche al nostro Sindaco, Dario Allevi, anche lui è venuto a trovare Andrea arrivato con Franco Baresi e Daniele Massaro

Ho conosciuto persone di altissimo livello, di grande spessore e di una umanità senza fine. Davvero tante le dimostrazioni di affetto che ha ricevuto Andrea, perché come dico sempre, Andrea è amore, e l’amore non può che attirare altro amore.

Paola Defronzo

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