Il Natale dei Poeti Fuori Strada

Il progetto POETI FUORI STRADA è una bella storia italiana. 

A Monza, presso la Residenza per Anziani San Pietro, è attivo da oltre quattro anni, con incontri settimanali, il laboratorio poetico Ernesto Cardenal (sacerdote nicaraguense ed ex ministro della cultura del governo sandinista)  L’iniziativa, promossa da LA CASA DELLA POESIA DI MONZA in collaborazione con La Meridiana, prende il nome POETI FUORI STRADA e nasce su indicazione del professore GIUSEPPE MASERA. Antonetta, Iride, Paola  Mariangela e Paola P, sono i poeti facilitatori che seguono un gruppo di anziani che nella poesia ha trovato una modalità di espressione ma soprattutto tanto benessere.

Ecco le poesie del Natale scritte dai Poeti Fuori Strada

Natale è inciampare nelle scarpine ai piedi del letto dove la mamma adagiava i regali ha il sapore delle noci, delle castagne, dei fichi

è un libro di racconti.

Ho pianto tanto quella volta quando ho pensato che Babbo Natale non mi aveva portato nulla, ma il mio regalo c’era era ben nascosto nelle mie scarpine era un bellissimo orologio.

Sono nata e vissuta in Brasile, a San Paolo per Natale arrivavano dall’Italia tante cose buone

ricordo le noci, le mandorle, le prugne secche.

A San Paolo il Natale era un altro carnevale

le persone povere, per racimolare qualche soldo

si vestivano da Babbo Natale

Elda

Natale è famiglia, è stare insieme

è il profumo del dolce fatto dalla mamma con le mandorle e lo zucchero

è la tovaglia più bella ricamata a mano a punto rodi

è il servizio Richard Ginori

Gino

Natale è mangiare in sala di fronte all’albero di Natale

è il sapore dei ravioli in brodo, del capretto arrosto

del dolce pan’e saba

delle castagne, dei ficchi secchi, del panettone farcito dalla mamma.

E’ il ricordo della nonna in costume sardo rosso, della Barbagia

con la cuffia in testa e il nastro giallo al collo

Quanto avrei voluto che l’albero restasse a lungo in casa!

Quella volta ho pianto tanto solo al pensiero che il giorno della befana sarebbe stato disfatto con tutte quelle luci che portavano allegria

Aldo

Natale è l’odore intenso dell’albero di pino, grande

e dei dolci

è colore con tutte quelle decorazioni sui vetri

è il calore del camino acceso

è il suono delle note del nostro pianoforte.

Traudi

Natale è la messa

buttarsi giù dal letto a piedi nudi per correre in soggiorno alla ricerca dei regali attaccati all’albero

è l’odore di gallina al forno, del panettone. Era tempo di guerra e a noi bambini si insegnava a prendersi cura dei bambini più poveri e sfortunati così si prendevano i nostri giochi più belli e con i nostri genitori si andava a portarli ai bambini negli orfanatrofi di Milano

Valeria

Natale è il profumo di cibo che arrivava dal cortile

è anatra arrosto, è noci

è l’asinello che se gli davi la corda muoveva la coda

Desiderio

Natale è la mia vecchia casa in Romania

è l’odore di anatra ripiena, dell’arrosto

è mio padre cha ammazzava il maiale

è abbracci e allegria, è felicità.

Si brindava tutti insieme, si mangiava fino a mattina

si ballava per ore il valzer con mio padre che si ubriacava di vino rosso, il nostro vino della vigna

e i tanti regali fatti di ciccioli, di calze colorate e di cappellini e guanti di lana.

Maria

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