L’opinione del medico

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Nella pratica di tutti i giorni mi accorgo di affinare progressivamente la mie capacità di comprensione dell’altro; è una sensazione forte di apprendimento delle dinamiche relazionali, un senso che si sviluppa da solo e riesce a sintetizzare caratteristiche di personalità e verità di chi ti sta di fronte e ti racconta la propria vita.

Un metapensiero che ti rapisce e ti stupisce con intuizioni rapide e immagini nitide che avrebbero del magico se non fossero il lento sovrapporsi di riflessioni e lunghi momenti di ascolto, curiosità e fantasie di intervento.

Ma non so vincere un senso claustrofobico quando mi accosto al paziente con SLA immobile al letto con un ventilatore per respirare e che mi guarda con la vivacità negli occhi di chi mi avrebbe “lasciato indietro”. Come trovare nuovi ritmi? Il pensiero ed il corpo si sono sempre mossi insieme servo l’uno dell’altro.

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Quante scoperte nei miei pensieri solitari durante lunghe camminate in montagna, quanta sicurezza nel ripetere verità durante il ritmo della corsa! Luigi scrive che in fondo lì immobile non sta poi così male e che forse noi non comprendiamo la sua conquista di una nuova spiritualità. I gesti sempre più misurati di un maestro arrivano alla perfetta immobilità! Ma se maestro non sono chi mi aiuterà ad uscire da questo panico, penso io. I

o che per correre non devo chiedere permesso se non a me stesso io che in questi ultimi anni ho vissuto una società dell’immagine dove chiedere aiuto sembrava una intollerabile vergogna. Eppure tu ti affidi a noi in tutto dalla pulizia degli occhiali all’igiene intima e mai perdi la tua serenità.

Anche questo è per un maestro, la serenità del tuo corpo immobile nelle mani di altri maestri che hanno compreso il senso spirituale della buona azione con la sua lentezza e meticolosità che è sicurezza, come una cerimonia. Se prendo i tuoi ritmi mi passa il senso claustrofobico e si apre, timida e paurosa, una nuova esperienza di immedesimazione.

Andrea Magnoni

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