Desideri svolgere il Servizio Civile al Centro San Pietro de La Meridiana Due?

Sono disponibili due posizioni aperte per l’area Assistenza Anziani  con il
Progetto “Sole d’autunno

Chi può fare domanda

Le domande scadono il 26 giugno 2017 alle ore 14:00.

Per maggiori info:
 
Associazione Mosaico
 comunicazione@mosaico.org
 Telefono 035 254 140

Referente per la Cooperativa La Meridiana Due
Luca Pozzi
e-mail: luca.pozzi@cooplameridiana.it
Telefono: 335 66 37 240

 

Altre posizioni aperte a Monza


Testimonianze

Per Benedetta il Servizio Civile è una grande occasione per maturare e “diventare grande”

Benedetta 20 anni, diplomata al Liceo Artistico di Giussano, residente a Seregno ha iniziato il Servizio Civile Volontario in Meridiana a novembre 2016.

In cosa consiste il tuo servizio?

Trascorro la maggior parte del mio tempo con gli anziani: do una mano agli educatori, tengo compagnia agli ospiti…

Ti piace?

Si, mi piace molto. Sono contenta di stare con le persone anziane, ascoltare le loro storie, le loro vicende presenti e passate.

Come mai proprio con gli anziani?

Ho scelto di stare con gli anziani perché amo stare con le persone. Ho frequentato gli Scout e questo mi ha insegnato la bellezza di poter parlare, aiutare, fare del bene alle persone. Stare con le persone è una grande occasione perché loro possono aiutarti a capire meglio il senso il vita e tu puoi dare un sorriso e un po’ di felicità …

Ci riesci?

Alcune volte si altre è più difficile. Ogni persona è diversa.

Perché hai scelto di fare il Servizio Civile?

Vuoi la verità? Una volta diplomata non sapevo cosa fare e mia mamma mi ha suggerito il Servizio Civile. Ho accettato il consiglio e non sono pentita, anzi! Il Servizio Civile è un’esperienza in più ed è anche un modo per diventare grande: gestisci la tua vita e le tue cose. Riesco ad essere più autonoma. Mi sono avvicinata al mondo del lavoro. Ogni giorno imparo qualcosa. Per me tutto questo è una grande conquista.

Lo consiglieresti?

Si, ma non in forma obbligatoria e soprattutto occorre scegliere un servizio adatto a alla propria persona, alle proprie attitudini e in linea alle proprie aspirazioni. Sono convinta che andrebbe maggiormente pubblicizzato perchè il Servizio Civile è una grande occasione per noi giovani.

Qual è il bilancio di questa esperienza in Meridiana?

All’inizio ero spaventata perché dovevo relazionarmi con persone adulte. Non sapevo se dare del tu del lei, non capivo quale approccio… L’ambiente accogliente sicuramente mi ha aiutata: ho chiesto consiglio agli educatori, ho imparato giorno dopo giorno ed anche gli anziani mi hanno aiutato grazie alla loro innata accoglienza, simpatia ed affetto. Sono contenta perché questa esperienza mi aiuta a maturare.

Come ti senti a fine giornata?

Stanca, ma felice di fare una cosa che mi piace fare, di offrire un sorriso e di aver fatto del bene.

Il tuo Sogno?

Trovare un lavoro fisso. Che non sia di ufficio ma che sia sempre in movimento. L’ideale sarebbe quello di stare con le persone in modo a che a fine giornata posso dirmi: ho fato del bene, ne ho ricevuto, mi sento più grande. Desidero anche non dimenticare la passione artistica e penso che il mio lavoro futuro potrebbe coniugare la passione per l’arte con il desiderio di stare con le persone.

Cosa ha significato per te l’incontro con la sofferenza?

Molto. Quando varco la soglia di un Nucleo protetto con gli anziani malati di Alzheimer, oppure quando ho avuto occasione di partecipare (perché ho chiesto io e non perché faccia parte del mio servizio) ai momenti di musicoterapia con le persone in Stato Vegetativo, ho sentito una forte scossa dentro me. Ho capito che i miei problemi a volte sono ingigantiti e che rispetto al grado di sofferenza di queste persone alcune mie situazioni sono facilmente affrontabili e risolvibili. Mi commuovo nel pensare alla sofferenza di queste persone, ma sento anche l’importanza di dare un sorriso e riconoscere che anche loro possono aiutarti a capire meglio il vero senso della vita.

 Testimonianze

 Federica: penso che dobbiamo imparare dagli anziani  e riflettere più consapevolmente sul nostro attuale stile di vita

Federica 25 anni, diplomata presso il Liceo Psicopedagogico (oggi Liceo delle Scienze Umane) e diplomata O.S.S. (Operatore Socio Sanitario), studia Scienze Infermieristiche presso l’Università degli Studi di Milano. Abita a Concorezzo e svolge il Servizio Civile Nazionale alla San Pietro.

Perché, proprio alla San Pietro?

Desideravo fare il Servizio Civile Nazionale e il caso ha voluto che incontrassi Luca Pozzi (operatore della Cooperativa La Meridiana Due) che mi ha proposto di svolgere il mio anno di servizio alla San Pietro.

Ti cosa di occupi?

Mi occupo della parte organizzativa partecipando alla stesura del programma di attività di animazione e della parte esecutiva collaborando nelle diverse attività di gruppo proposte al Centro San Pietro. Il venerdì mattina, in particolare, leggo il giornale con gli anziani.

Come vivono le notizie gli anziani?

E’ una occasione di confronto che da l’opportunità per fare un tuffo nel passato toccando diversi temi: dalla politica al lavoro, da come si mangiava a come ci si vestiva. Gli anziani con i loro racconti descrivono un mondo che non c’è più. Sono i custodi delle nostre radici, delle nostre tradizioni.

Federica durante la lettura dei giornali con gli ospiti del Centro San Pietro

E’ la nostalgia il sentimento prevalente?

No, prevale uno sguardo positivo, pieno di stima verso la propria storia, il proprio passato. Prevale il desiderio di tramandare il testimone e di affidarlo alla nuova generazione. Sento spesso la frase: “una volta non c’era nulla, ma avevamo tutto perché la vita era più semplice e genuina. Adesso c’è tutto ma è più complesso e frenetico …” . Penso che dobbiamo imparare dagli anziani e riflettere più consapevolmente sul nostro attuale stile di vita. Loro hanno vissuto e vivono in maniera molto più essenziale. La storia degli anziani invita a non dimenticare i valori fondamentali della vita e l’importanza delle relazioni umane. A me piace molto ascoltare le loro storie.

Cosa ti spinge a stare con gli anziani?

La mia formazione e la mia passione è rivolta alla sfera del sociale. Prima del Servizio Civile mi sono sempre dedicata a bambini, anziani, persone affette da dipendenze, disabili. L’incontro con le persone crea le relazioni e mi consente di approfondire le loro storie di vita. Sono convinta che questo arricchirà la mia crescita professionale. La cosa importante è l’ascolto, componente fondamentale di qualsiasi lavoro sociale. Gli anziani hanno una storia da raccontare, molte cose da dire e soprattutto qualcuno che li ascolti e che gli presti attenzione. Per me l’incontro con l’anziano è una grande palestra di vita.

C’è stato qualche episodio che ti ha particolarmente colpita?

Si. C’e’ un signore che rifiuta di partecipare alle attività di gruppo e ho pensato, in accordo con gli animatori, di dedicare a lui dei pomeriggi passeggiando nel parco. E’ stata per lui e per me una bella esperienza.

Come ti senti a fine giornata?

Stanca, fisicamente stanca. Però ogni giorno mi arricchisco di qualcosa.

Di che cosa?

Sicuramente sono gli incontri ad arricchirmi, con gli anziani, gli operatori, i miei colleghi, i parenti. Ogni giorno porto a casa emozioni, racconti di vita e soddisfazioni che mi fanno crescere e mi serviranno per il mio futuro professionale.

Consiglieresti il Servizio Civile ai tuoi amici?

Si, purché sia fatto con la voglia di mettersi in gioco. E’ un tempo prezioso per conoscere e mettere in campo le proprie attitudini, le proprie capacità. Ma la cosa più importante è sapere che la tua presenza può fare la differenza e, anche solo minimamente, può contribuire al benessere delle persone.

Qual è il tuo sogno?

Diventare un’infermiera professionale capace di assistere ma soprattutto di ascoltare