Un movimento inatteso

Da fine febbraio dieci ospiti della RSD San Pietro partecipano a Un movimento inatteso, un nuovo progetto de La  Meridiana destinato alla stimolazione plurisensoriale di pazienti che hanno manifestato episodi di ripresa di contatto visivo e tale rilievo potrebbe preludere ad un passaggio verso la coscienza minima.

Dal 2002 ad oggi, dapprima presso il Centro San Pietro e poi, dal 2014, presso la RSD San Pietro, sono stati ricoverati oltre 220 pazienti in Stato Vegetativo. “Durante questi anni di assistenza e cura degli Stati Vegetativi, –illustra Roberto Mauri, direttore de La Meridiana– si è assistito, qui, presso il nostro Centro, a un miglioramento dello stato di coscienza che ha interessato una significativa percentuale di malati: il 10% circa, una percentuale nettamente maggiore rispetto alla media indicata dagli studi scientifici inerenti all’esame generale dei casi di passaggio dallo stato vegetativo allo stato di minima coscienza. ‘Un movimento inatteso’ ha lo scopo di consolidare ed estendere questi miglioramenti.”

L’équipe, formata da quindici specialisti fra medici e personale sanitario, ha il compito di accompagnare il paziente e i suoi familiari. Per ogni paziente è stato stilato un piano di stimolazione individuale sempre associato alla fisioterapia quotidiana.


Già in questo primo mese di attività si segnalano positivi miglioramenti da parte dei pazienti interessati. Il trattamento prevede logopedia, terapia occupazionale e cognitiva, associate a terapie complementari quali la Musicoteria e  lo Shiatsu.

L’ambiente architettonico, nucleo Orione,  è stato studiato in modo da  fornire, grazie a colori, suoni, luci ed atmosfere, sollecitazioni sensoriali coerenti al progetto “Un Movimento inatteso”.

“In questa prima fase di attività – spiega  Andrea Magnoni – direttore sanitario de La Meridiana ci siamo concentrati sulla parte organizzativa  in modo che la riabilitazione possa svolgersi in maniera adeguata alle diverse esigenze dei pazienti e dei familiari. Nonostante emergano già alcuni segnali positivi, “Un movimento inatteso” è un progetto sperimentale e soltanto fra sei mesi potremo  valutare gli effetti terapeutici di questa attività.  Un grande successo per alcuni pazienti sarebbe quello di poter passare ad una minimale coscienza ed alla possibilità di contatto e di minima comunicazione con il mondo esterno”.